L'esperienza nazionale
Per le Agende 21 teniamo presente che l’esperienza nazionale (indagine del 2002 fatta per conto del Ministero all'Ambiente) registra che il 75% dei procedimenti sono stati attivati dai Comuni, singoli o associati, e delle oltre 800 domande presentate al Ministero nel 2002 per il finanziamento delle Agende 21 ben il 70% sono state presentate da Amministrazioni comunali. Quindi i Comuni sono i soggetti principali nella promozione delle azioni di miglioramento, proprio partendo dal basso.
Ma le esperienze fin qui maturate sul campo hanno evidenziato molte difficoltà che è necessario superare per andare al di là degli attuali limiti. In sintesi i limiti evidenziati sono: oggettività del percorso e dei risultati, concretezza degli stessi, autenticità dell’impegno, organicità e sistemica degli interventi, completezza della procedura, raccordo di questo nuovo approccio con gli strumenti ordinari, limitatezza delle risorse, alti costi, disponibilità di conoscenze ed esperienza.
Il primo fattore limitante, e del quale sfugge quantitativamente l’importanza, è proprio la sfiducia, ovvero la messa in discussione della oggettività del percorso, la bontà delle informazioni disponibili e delle scelte fatte dai cooperanti, l’autenticità dei risultati da raggiungere e il bilancio costi-benefici di tale impegno. E se da un lato risultano evidenti i limiti e le difficoltà, è necessario misurarsi con il diffondersi di questa voglia spontanea di impegno; disponibilità ad impegnarsi per stare meglio come comunità.
E’ un patrimonio da valorizzare con un adeguato uso degli strumenti della partecipazione: i cittadini, sempre più distanti nel loro sentire comune dalle decisioni della “cosa” pubblica, vanno resi protagonisti di questi miglioramenti. Ciò anche passando attraverso momenti di confronto con la popolazione, occasione generalmente di difficile gestione (paura delle amministrazioni) e che mettono spesso in crisi le procedure amministrative canoniche per l’esasperata conflittualità. Tale limite può essere superato solo con l’attivazione di buone pratiche capaci di dare risultati concreti nella vita quotidiana dei partecipanti, quindi riscontrabili direttamente e capaci di dare soddisfazione personale.
Va ricordato che ben il 49% delle difficoltà registrate fino ad oggi da coloro che si sono specificamente impegnati sono da imputare alle insufficiente risorse disponibili (economiche, di esperienza, di conoscenza, di capacità), il 28% lamenta difficoltà nel coinvolgere i cittadini, carenze di informazione e inadeguatezza degli strumenti della partecipazione, mentre il 23% coglie insoddisfazione nelle insufficienti motivazioni alla base del procedimento e di supporto politico. Dell’universo intervistato emerge che il 17% ha già attivato un forum, che appena il 10% ha prodotto un analisi di partenza, che solo il 6% ha prodotto un piano d’azione e che ha terminato la procedura con il monitoraggio c’è appena l’1%. Un panorama che porta ad affermare, suppur con approssimazione, che non vi sono Agende 21 che hanno assolto al loro compito adeguatamente, ovvero attuare miglioramenti.
Da ciò nasce il luogo comune, da contrastare, che si tratta di una cosa per fare “chiacchiere” e poche cose concrete. In questa situazione molti hanno dato sbocco alle loro Agende 21 con l’educazione ambientale (37% del campione) quale risposta minimale e concreta alla necessità di rendere reale ed incisiva l’efficacia delle Agende 21. E se è vero che avere dei cittadini informati e consapevoli delle questioni ambientali è utile alla maturazione della collettività, è altrettanto vero che Agenda 21 è essenzialmente migliorare nella concretezza, quindi qualche cosa al di là della educazione e della comunicazione.
In questa situazione il Ministero ha deciso promuovere e sostenere le Agende 21 differenziando in 2 fasi il procedimento; la prima parte è di avvio e la seconda è di compimento dello stesso. Ebbene nelle richieste di finanziamento 2002 per il 95% hanno riguardato richieste di sostegno di progetti della fase prima, ovvero fino all’analisi dell’ambiente locale. Solo 40 domande hanno riguardato la fase seconda, ovvero quella di attuazione delle azioni di miglioramento con verifica dei risultati. Un panorama che evidenzia con chiarezza la sostanziale difficoltà a far decollare le Agende 21 se non adeguatamente supportate.